Decisioni sanitarie in esclusiva al genitore pro vax.

Tribunale di Marsala, 24 marzo 2022

TRIBUNALE DI MARSALA
SEZIONE CIVILE
VERBALE DI UDIENZA
Il giorno 24.3.2022, innanzi al Giudice dott. Michele Ruvolo, viene chiamata la
causa R.G. n. 2470 dell’anno 2020 promossa da
CAIA (avv. ANGILERI MARIA CARLA)
CONTRO
TIZIO
Si dà atto che è presente l’avv. ANGILERI MARIA CARLA per CAIA.
L’avv. Angileri insiste nel ricorso e nell’istanza avanzata il 22.3.2022.
IL GIUDICE
dopo breve camera di consiglio e fatto rientrare in aula l’avv. Angileri,
provvedendo nel procedimento civile iscritto al n. 2470-1/2020 R.G.; pronuncia
il seguente
DECRETO
Con istanza depositata in data 8/3/2022, nell’ambito del procedimento iscritto
al n. 2470/2020 R.G., CAIA ha chiesto a questo Tribunale l’autorizzazione a far
somministrare il vaccino anti covid-19 alla propria figlia minore, Caietta, nata
a Marsala il __/7/2010. A fondamento della propria richiesta la ricorrente ha
allegato le seguenti circostanze: a) che la somministrazione del vaccino anti
covid-19 è ormai autorizzata anche per i soggetti minori di diciotto anni; b) il
rischio per la figlia di contrarre la malattia; c) il pregiudizio per la sua vita di
relazione; d) la necessità della vaccinazione per la regolare frequenza scolastica.
Ha inoltre esposto che il resistente – il cui consenso risulta necessario alla
somministrazione del vaccino – sebbene non abbia manifestato la propria
contrarietà alla somministrazione del predetto vaccino alla figlia, ha rifiutato di
firmare i documenti necessari, dichiarando di essere “no vax” e di non volersi
assumere responsabilità per la vaccinazione della figlia. La ricorrente, stante
l’attuale situazione epidemiologia e considerato il rischio in capo alla minore di
contrarre la malattia, nonché il pregiudizio per la sua vita di relazione, ha chiesto
quindi di poter essere autorizzata a far somministrare alla figlia minore Caietta
il vaccino contro il Covid-19 ed a sottoscrivere il modulo per il consenso in
assenza della sottoscrizione del resistente, Tizio. All’udienza del 10/3/2022 il
Tizio ha dichiarato di non opporsi alla vaccinazione ma di non voler prestare il
consenso e firmare i documenti per la vaccinazione per non assumersi
responsabilità, dichiarandosi “no vax”. Giova innanzitutto osservare che il
presente provvedimento viene assunto ai sensi dell’art. 337 ter del codice civile
a norma del quale “la responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i
genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione,
all’educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono
assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione
naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa
al giudice”. Deve rilevarsi che dall’istruttoria non emergono elementi di segno
contrario alla somministrazione del vaccino in favore della minore. Non sono
state rappresentate dal genitore ricorrente circostanze idonee a ritenere
configurabili controindicazioni rispetto alla proposta vaccinazione. Tantomeno
sono state rappresentate dal Tizio, comparso in udienza, ragioni contrarie alla
somministrazione del vaccino alla figlia, se non la propria personale posizione
di soggetto “no vax”; Del resto, sarà preciso onere del genitore acquisire il
competente parere del medico di famiglia prima di procedere con la
somministrazione del vaccino. Alla luce di quanto sopra esposto, è innanzitutto
opportuno precisare che, in base ad uno stabile orientamento della
giurisprudenza in merito alle vaccinazioni, il giudice può temporaneamente
sospendere la responsabilità del genitore contrario al vaccino, se quest’ultimo
risulti essere scientificamente efficace alla luce delle condizioni
epidemiologiche (Trib. Milano 17 ottobre 2018; Corte Appello Napoli 30 agosto
2017; Trib. Roma 16 febbraio 2017; Trib. Monza 22 luglio 2021). Il vaccino
contro il virus da covid-19 risulta essere, allo stato della letteratura scientifica,
uno strumento capace di contrastare in modo efficace non solo il diffondersi del
contagio ma anche e soprattutto le conseguenze più gravi della malattia. Anche
la recente giurisprudenza di merito, pronunciatasi su questioni analoghe al caso
di specie, si è espressa in senso favorevole all’accoglimento dell’istanza di
autorizzazione alla somministrazione del vaccino in favore di minorenni in caso
di dissenso di uno dei genitori precisando che «Quanto all’efficacia del vaccino
nella prevenzione della malattia e nel contrasto alla diffusione del contagio la
comunità scientifica sia nazionale che internazionale, sulla base di studi
continuamente aggiornati, è concorde nel ritenere che i vaccini approvati dalle
autorità regolatorie nazionali e internazionali hanno una elevata efficacia nel
proteggere dalla malattia grave sia i singoli sia la collettività ed in particolare i
soggetti vulnerabili con un rapporto rischi-benefici in cui i benefici sono
superiori ai rischi in tutte le fasce di età, comprese quelle più giovani che sono
anche quelle in cui la circolazione del virus è più elevata per la maggiore
socializzazione. L’ampia copertura vaccinale consente poi di rallentare e
controllare la trasmissione della malattia con effetti benefici per tutta la
collettività» (cfr. Tribunale Monza, 22 luglio 2021). A ciò occorre aggiungere
che la mancata autorizzazione, in assenza di patologie che potrebbero costituire
una controindicazione alla sottoposizione al trattamento, determinerebbe un
grave pregiudizio per la salute della minore rimanendo la stessa esposta, già solo
se si considera la frequenza dell’ambito scolastico, ad un elevato pericolo di
contagio. Sebbene l’attuale assetto delle disposizioni legislative non preveda un
obbligo alla somministrazione del vaccino anti covid-19 per i minori dell’età di
Caietta (11 anni), tuttavia, dal 1° dicembre 2021, è stata autorizzata dall’AIFA
la somministrazione del vaccino ai bambini tra 5 e 11 anni. Deve anche notarsi
che per le attuali disposizioni legislative, volte a contenere il contagio, la
mancata somministrazione del vaccino comporterebbe per la minore una forte
limitazione alla sua vita di relazione, non potendo svolgere attività ricreative,
sportive, non potendo accedere a strutture formative. Deve anche rilevarsi che
in caso di mancata vaccinazione la minore sarebbe continuamente esposta al
pericolo di subire conseguenze gravi non solo per la sua salute fisica (in caso di
contagio) ma anche sotto il profilo psichico, sussistendo il concreto rischio che
possa sentirsi discriminata rispetto agli altri suoi coetanei, già sottopostisi al
trattamento sanitario, non potendo riprendere, a differenza di questi ultimi, una
quotidianità quanto più normale possibile, date le circostanze. Del resto, il
mancato consenso del padre non è giustificato dai pareri medici contrari e,
dunque, da ragioni oggettive effettivamente ostative alla somministrazione del
vaccino di cui trattasi. Inoltre, con nota depositata da parte ricorrente il
22/3/2022 si è avuta notizia della recente positività della minore Caietta al Covid
– 19 e dei gravi sintomi dalla stessa manifestati. La ricorrente ha poi chiesto di
essere autorizzata ad assumere da sola, e pertanto in autonomia, le decisioni in
materia sanitaria in genere. Il mancato tempestivo consenso del Tizio alla
vaccinazione della figlia (chiesto dalla Caia già a partire dal 31 gennaio scorso;
v. pec. tra i procuratori delle parti del 31/1/2022) non può non essere valutato ai
fini della decisione odierna. Il Tizio ha infatti dimostrato di non essere in grado
di valutare il superiore interesse della minore da un punto di vista sanitario e di
non essere in grado di assumere tempestive decisioni per la salute della figlia.
Sulla scorta dei superiori rilievi, l’istanza va accolta autorizzando la ricorrente
a far somministrare il vaccino anti covid-19 e i successivi richiami vaccinali e
potendo sottoscrivere in rappresentanza della figlia il consenso informato, anche
in assenza del consenso dell’altro genitore.
La ricorrente viene altresì autorizzata ad assumere, anche in assenza del
consenso dell’altro genitore, tutte le decisioni urgenti (ed ulteriori rispetto alla
somministrazione del vaccino contro il covid-19) per la salute della figlia che si
dovessero rendere necessarie in futuro e ciò tenuto conto della manifestata
incapacità paterna a valutare le urgenze sanitarie della figlia. Le spese al merito.
P.Q.M.
• autorizza la somministrazione del vaccino anti Covid 19 e dei successivi
richiami vaccinali a Caietta, nata a Marsala il 20/7/2010, attribuendo a tal fine
alla madre Caia previa acquisizione del parere del medico di famiglia o pediatra
(ed in ossequio alle previsioni legislative e ministeriali sulla somministrazione
dei vaccini, comprese quelle sulla vaccinazione dei soggetti che hanno avuto
contatto con il virus), la facoltà di accompagnare la figlia presso un centro
vaccinale e di sottoscrivere in rappresentanza della figlia il relativo consenso
informato, anche in assenza del consenso dell’altro genitore;
• autorizza la ricorrente ad assumere, anche in assenza del consenso dell’altro
genitore, tutte le decisioni urgenti (ed ulteriori rispetto alla somministrazione
del vaccino contro il covid-19) per la salute della figlia che dovessero rendersi
necessarie in futuro;
• spese al merito.
Il Giudice Michele Ruvolo