Dissidi fra i genitori per vaccino anticovid.

Tribunale di Torino, 14 marzo 2022

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
Settima Sezione Civile
Il Tribunale, composto dagli Ill.mi Signori Magistrati:
dott. Renata Silva Presidente
dott. Daniela Lodovica Giannone Giudice
dott. Isabella Messina Giudice Relatore
nel procedimento ex art. 709 ter c.p.c. iscritto al numero di ruolo V.G. 2498 / 2022 tra
TIZIA , con il patrocinio dell’avv. LUISA SCOTTA presso cui ha eletto domicilio
parte ricorrente
e
CAIO , con il patrocinio dell’avv. ……………….. presso cui ha eletto
domicilio
e con l’intervento del Pubblico Ministero
ha emesso il seguente
DECRETO
parte convenuta
Con ricorso depositato in data 29.01.2022, Tizia ha domandato di essere autorizzata a prestare il
consenso informato, anche in assenza del consenso paterno, per la somministrazione del vaccino anti
covid alle figlie minori A, nata il ….2009, e B, nata il ……2011.
In fatto, ha allegato che questo Tribunale, con decreto del 3.03.2021, ha omologato la separazione
consensuale dei coniugi Caio-Tizia che prevedeva l’affidamento condiviso delle minori ad entrambi
i genitori. Il sig. Caio, nonostante le richieste della madre, avrebbe rifiutato il consenso a sottoporre le
minori a vaccinazione anti covid. La ricorrente, invece, alla luce del peggioramento della pandemia e
dell’aumentare di casi di positività nelle scuole, al fine di tutelare la salute delle minori ed evitare
anche la loro esclusione dalle attività con i coetanei, ritiene necessaria la somministrazione del vaccino.
In particolare ha allegato come la figlia maggiore A, non potrà più praticare l’attività sportiva di
pattinaggio agonistico di figura su ghiaccio se sfornita di Super Green Pass.
La ricorrente ha depositato certificati medici a firma del pediatra dott. ………………… che attestano
l’assenza di controindicazioni alla somministrazione del vaccino anticovid rispettivamente ad A e B.
Si è costituito il sig. Caio opponendosi alla domanda sulla scorta delle seguenti considerazioni, così
sintetizzate: bassissimo rischio per i bambini di sviluppare forme gravi di covid 19; mortalità
pediatrica estremamente improbabile; la natura allo stato solo sperimentale del vaccino anti covid;
rapporto rischio beneficio decisamente a sfavore delle vaccinazione in discorso in età pediatrica e
soprattutto in periodo di calo di contagi.
All’udienza del 28.02.2022 sono state sentite personalmente le parti.
È stata altresì ascoltata la minore A (di anni 13) la quale ha confermato la propria volontà di sottoporsi
al trattamento vaccinale anti-Covid 19, esprimendo con convinzione le ragioni a sostegno di tale
posizione. La stessa ha argomentato la scelta di vaccinarsi, ritenendo tale soluzione “giusta” e
necessaria, non solo perché il trattamento vaccinale è richiesto per poter svolgere tutte le attività di
vita ordinaria, dalla pratica di attività sportive all’accesso ai vari locali pubblici, che altrimenti le
sarebbero impedite, con ciò causandole disagio, ma anche a tutela della salute. Inoltre, la minore ha
fortemente evidenziato come la mancata vaccinazione le abbia impedito di proseguire gli allenamenti
di pattinaggio artistico su ghiaccio, sport che pratica da ormai 5 anni e che aveva appena ripreso dopo
la sospensione dovuta al Covid (v. verbale d’udienza 28.02.2022).
Ritiene il Collegio che la domanda sia fondata e che, come tale, vada accolta.
Come noto, la somministrazione del vaccino anti-Covid 19 ai bambini, anche nella fascia d’età 5-11
anni, è stata approvata dalla Commissione Tecnico Scientifica di AIFA, accogliendo il parere
espresso dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), ed è raccomandata – CDC
recommends everyone ages 5 years and older get a COVID-19 vaccine to help protect against
COVID-19 – (circolari del Ministero della Salute del 4.6.21, del 24.12.21, del 5.1.22 e del 7.12.21).
In particolare, con il parere CTS – 1/12/2021 sono state espresse puntuali considerazioni sulla
opportunità di vaccinare anche i bambini nella fascia d’età 5-11, evidenziandosi il rischio
apprezzabile – da scongiurare – che, associata all’infezione da covid 19, la popolazione di quell’età
sviluppi la cd. sindrome infiammatoria multisistemica, la quale rappresenta una condizione clinica
grave che richiede il ricovero in terapia intensiva.
Nel caso di specie, non sussistano fondate ragioni per negare l’autorizzazione alla somministrazione
del trattamento vaccinale anti-Covid 19 in favore di entrambe le minori, pur in difetto del consenso
paterno, atteso che, a fronte di una scelta – quella della somministrazione del vaccino anticovid –
effettuata da organismi nazionali e sovranazionali deputati alla tutela della salute individuale e
pubblica, è sufficiente, nel caso di specie, che i medici che hanno in cura A e B non rilevino la presenza
di controindicazioni, non potendo essi esprimersi in termini “astratti” di opportunità di somministrare
il vaccino alle minori, essendo questa una valutazione già compiuta a monte da organismi sanitari a
ciò deputati.
Venendo, da ultimo, alle spese di lite, considerata la novità e la delicatezza della questione, esse si
pongono a carico del sig. Caio in misura della metà, secondo la liquidazione fatta in dispositivo –
applicato il DM 55/2014 scaglione unico VG -. La restante parte si compensa.
P.Q.M.
Visto l’art. 709 ter e 737 segg. c.p.c.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa o assorbita:
AUTORIZZA Tizia a prestare il consenso informato alla somministrazione del trattamento vaccinale
anti Covid-19 ed i relativi richiami per le figlie A ed B, anche in assenza del consenso dell’altro
genitore;
PONE a carico del sig. Caio ed in favore della sig. Tizia le spese di lite in misura di 1/2, quota che
liquida in euro 1.500 oltre iva, cpa e spese generali nella misura di legge.
COMPENSA tra le parti le spese di giudizio per la restante parte.
Così deciso nella Camera di Consiglio della sezione VII civile del Tribunale di Torino in data
10.3.2022