Percorso di mediazione per l’individuazione delle strategie di recupero del rapporto tra madre e figlia

Corte d’Appello Bologna, sent. 28 luglio 2021 – Pres. est. Aponte
CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA
prima sezione civile
La Corte, nelle persone del Signori giudici
Dott. Roberto Aponte – Presidente relatore
Dott.ssa. Antonella Allegra – Consigliere
Dott. Rosario Lionello Rossino – Consigliere
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile d’appello iscritta al n. 1780/2019 r.g.
promossa da
YY, [ recte : coniuge divorziato ( ex marito ) di XX] nato il (omissis).(omissis)… a Bologna (BO) e
residente a (omissis), (Bologna), via (omissis) n. (omissis), rappresentato e difeso dall’Avv….,
elettivamente domiciliato presso il difensore in Bologna,…– domicilio digitale PEC:)
– appellante –
contro
XX, [ recte : coniuge divorziato ( ex moglie ) di YY ; NdRedattore ] nata a Bologna, il
(omissis).(omissis).1973 e residente in (omissis), (Bologna), alla Via (omissis), n. (omissis),
rappresentata e difesa dagli Avv.ti …del Foro di Bologna, elettivamente domiciliata presso i
difensori in Bologna (Bo), alla ….- domicilio digitale PEC…)
– appellata –
Con l’intervento del Procuratore Generale
CONCLUSIONI
L’appellante YY:
“1) confermare l’affidamento condiviso ad entrambi i genitori della minore;
2) collocare la minore W in via prevalente presso l’abitazione del padre sita in Budrio (Bologna), via
San Vitale n. 69;
3) incaricare i Servizi Sociali territorialmente competenti di monitorare e supportare il nucleo
familiare, con il compito di guidare la ripresa dei rapporti tra madre e figlia, se del caso attraverso
incontri protetti in un primo periodo fino alla auspicabile piena ripresa della libera frequentazione,
attuando tutti gli interventi ritenuti più opportuni al fine di favorire il rapporto tra W e la madre
esempio prevedendo un percorso psicoterapeutico per la minore ed un percorso di supporto alla
genitorialità;
4) prevedere e disporre che la madre possa vedere e tenere con sé la figlia secondo i tempi e modalità
indicati nel foglio di precisazione delle conclusioni 12.09.2018 e/o con i tempi e modalità ritenute più
opportune dalla Corte;
5) disporre che la Sig.ra XX versi al signor YY un contributo al mantenimento ordinario per la figlia
W di € 400,00 mensili, o quella diversa anche maggior o minor somma che sarà ritenuta di giustizia,
oltre rivalutazione ISTAT come per legge, da corrispondersi entro e non oltre il girono dieci di ogni
mese;
6) disporre che la sig.ra XX concorra nella misura del 50% alle spese straordinarie per la figlia minore
secondo le modalità e i criteri indicati nel Protocollo del Tribunale di Bologna.”.
L’appellata XX:
“In via cautelare ed urgente, inaudita altera parte,
-autorizzare la signora XX a riportare W, nata a Bologna, il (omissis)/(omissis)/2008, oggi di fatto
collocata presso l’abitazione paterna, presso la residenza materna, luogo in cui risulta collocata dalla
sentenza del Tribunale di Bologna n. 582/2019; al fine di consentire alla signora XX di esercitare la
responsabilità genitoriale;
– regolare il diritto di visita del padre nelle forme ritenute più opportune;
In via principale, nel merito:
-adottare il provvedimento più opportuno e diretto al fine di garantire alla signora XX di esercitare
il suo diritto alla responsabilità genitoriale ed diritto di visita relativo alla minore W, nata a Bologna,
il (omissis)/(omissis)/2008, mutando il collocamento di fatto della medesima dall’abitazione del
padre alla residenza presso la madre;
– autorizzare la signora XX a far intraprendere un percorso di sostegno psicologico alla minore W,
nata a Bologna, il (omissis)/(omissis)/2008, presso la strut… più idonea a trattare il caso de quo;
– ammonire il signor YY dal compiere condotte contrastanti con il diritto della madre volte a
partecipare all’educazione, alla cura, all’assistenza della minore W;
– disporre che la signora XX versi a titolo di mantenimento per la figlia Nicola, la somma mensile di
Euro 200,00 oltre al 50% le spese straordinarie previamente concordate e documentate.
In via subordinata, nella denegata e non creduta ipotesi di accoglimento della domanda principale
proposto dalla signora XX:
– disporre che la signora XX possa esercitare il suo diritto di visita e la sua responsabilità genitoriale,
nelle forme ritenute più opportune dal Collegio.
In ogni caso, in via istruttoria:
-si chiede di ammettere una nuova ctu volta ad accertare le cause del rifiuto ingiustificato ed
immotivato di W dal vedere la madre; approfondire l’idoneità genitoriale delle parti, il migliore
regime di affidamento e la collocazione della minore, nonché la più opportuna regolamentazione
dei tempi di permanenza della minore con il genitore non collocatario;
Con vittoria di spese, compensi professionali del presente giudizio, oltre rimborso forfettario del
15%, IVA e CPA come per legge.”.
Il Procuratore Generale: conclude per il rigetto di quanto in ricorso in ogni sua parte e conseguente
conferma dell’impugnata sentenza.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1.- Con sentenza n. 582 pubblicata il 5/3/2019, il Tribunale di Bologna, nel dichiarare la cessazione
degli effetti civili del matrimonio contratto in data (omissis)/(omissis)/1999 in (omissis), (Bologna),
fra il sig. YY, nato a Bologna il (omissis)/(omissis)/1973 e la sig.ra XX, nata a Bologna (Bologna) il
(omissis)/(omissis)/1973, disponeva l’affido condiviso della figlia W, nata il (omissis)/(omissis)/2008,
a entrambi i genitori con collocamento prevalente della figlia presso la madre e regolamentazione
del rapporto con il padre; poneva a carico del padre l’obbligo di contribuire al mantenimento
ordinario della figlia versando entro il giorno 5 di ogni mese la somma di euro 350 al genitore
collocatario, oltre al 50% delle spese straordinarie.
Con la stessa sentenza il Tribunale attribuiva ai genitori il compito di assumere di comune accordo
le decisioni di maggiore interesse per la figlia, tenuto conto delle capacità, dell’inclinazione na…le e
delle aspirazioni della figlia, nonché a ciascun genitore, quando la figlia era presso di lui, il potere
di adottare le decisioni di ordinaria amministrazione.
Nel motivare la decisione, il Tribunale richiamava, per condividerle, le conclusioni della c.t.u. la
quale aveva riferito che, come emerso dai colloqui con la minore, entrambi i genitori si erano
mostrati poco in grado di celare la propria acredine nei confronti dell’altro, attraverso
svalorizzazioni più o meno dirette dell’altro, il che esponeva la minore ad un elevato coinvolgimento
in questioni prettamente legate al conflitto tra i signori YY-XX e ad un rilevante disagio, che era
andato incrementandosi nel corso della CTU e si era manifestato come allineamento, sempre più
esplicito ed in parte condizionato, al nucleo paterno. Il desiderio manifestato da W di passare più
tempo con il padre, osservava il Tribunale, dipendeva non da una inadeguatezza o carenza del
contesto materno, ma dal fatto che la bambina aveva maggiore affinità con la compagna del padre,
piuttosto che col compagno della madre, con i nonni paterni piuttosto che con la nonna materna, e
dal fatto che a casa del padre era presente il fratellino. Inoltre, tale manifestazione da parte di W
poteva ragionevolmente essere influenzata dal clima di conflittualità persistente fra i genitori e che
faceva sì che la bambina percepisse le valutazioni negative espresse dall’uno nei confronti dell’altro
e fosse maggiormente condizionata, al momento, dalla madre. Non vi erano, dunque, elementi di
inadeguatezza tali da rendere necessario effettuare un cambiamento drastico nel progetto educativo
della minore e nella sua frequentazione con i due genitori. Allo stesso tempo, considerate le distanze
(il padre è residente a (omissis), la madre a (omissis)) e considerata la necessità per la bambina di
mantenere una continuità con il percorso scolastico e con le sue amicizie, era opportuno mantenere
il collocamento prevalente presso l’abitazione materna (concordato in sede di separazione), con un
calendario di frequentazione genitori-figlia organizzato in maniera differente durante il periodo
scolastico e quello estivo.
2.- Avverso tale sentenza proponeva appello YY lamentando omessa istruttoria ed erronea
valutazione circa il miglior collocamento della minore; violazione dell’art. 336 bis c.c. per mancato
ascolto della minore, nonché erronea interpretazione e valorizzazione della volontà espressa dalla
minore in sede di CTU.
Deduceva l’appellante che, dopo la pronuncia della sentenza, si era registrato un ulteriore
inasprimento della situazione familiare che aveva raggiunto il suo culmine nel mese di luglio 2019.
W aveva avuto frequenti litigi con la madre, in quanto quest’ultima non riusciva ad accettare che la
figlia nutrisse del sincero affetto per il fratellino J, nato il (omissis).(omissis).2016 dalla relazione del
sig. YY con la sig.ra A. L.
Da ultimo, aveva trovato nel diario della bambina espressioni preoccupate circa i sentimenti di
disprezzo manifestati dalla madre e dalla nonna materna nei confronti del padre e della sua nuova
compagna. La madre, inoltre, tempestava di messaggi la figlia quando questa stava con il padre e
creava nella bambina uno stato di ansia ormai intollerabile.
Concludeva chiedendo, in via istruttoria, l’ascolto della minore e la convocazione della CTU, dott.ssa
…, a chiarimenti; nel merito, fermo restando l’affido condiviso, chiedeva il collocamento della figlia
presso di sé e non presso la madre. In via d’urgenza chiedeva di essere autorizzato ad iscrivere la
minore presso l’Istituto Comprensivo di Budrio per l’anno scolastico 2019-2020.
3.- L’appellata si costituiva in giudizio deducendo che W, finita la scuola nell’estate 2019, aveva
iniziato a manifestare atteggiamenti particolarmente anaffettivi nei confronti della mamma, senza
che ciò fosse derivato da particolari eventi o specifici fatti.
In data 28 agosto la minore, dopo il regolare periodo di vacanza con il padre, senza alcuna
spiegazione, non aveva più voluto tornare a casa dalla madre ed il padre l’aveva fomentata e
sostenuta in questa sua crisi adolescenziale. L’atteggiamento della bambina — che era rimasta per
oltre dieci anni, prevalentemente, con la mamma, senza mai dimostrare alcuna problematica — era
causato dall’opera del padre di alienazione della piccola e di allontanamento dalla madre e dal
nucleo familiare di quest’ultima.
Chiedeva pertanto il rigetto sia dell’istanza cautelare di urgenza che dell’appello.
4.- La Corte, con ordinanza del 2/12/2019 (emessa nel proc. n. 1780-1/2019 r,g, riguardante la richiesta
di autorizzazione all’iscrizione di W presso la scuola di (omissis)), preso atto della distanza — pari
a circa km. 50 — tra le residenze dei due genitori, ritenendo non corrispondente all’interesse della
minore la percorrenza giornaliera di tale tragitto e comunque utile che la stessa potesse completare
l’anno scolastico a (omissis), autorizzava in via provvisoria e urgente l’iscrizione di W alla scuola
media dell’Istituto Comprensivo statale di (omissis) e richiedeva al Servizio Sociale di (omissis) di
verificare la situazione della minore con invio di una prima relazione entro il 31 gennaio 2020,
invitando nelle more il YY a collaborare per consentire un’adeguata frequentazione di W con la
madre.
5.- Dopo il deposito, da parte dei Servizi Sociali, di una prima relazione (pervenuta il 14/2/2020) che
evidenziava la rabbia fortissima nutrita da W per la madre e il suo rifiuto di incontrala e di avere
rapporti con lei, la XX, con ricorso ex art. 709 ter c.p.c. depositato il 17/3/2020 (proc. n. 1780-2/2019
r.g.), chiedeva, in via cautelare, di essere autorizzata a riportare W, oggi di fatto collocata presso
l’abitazione paterna, presso la residenza materna, luogo in cui era stata collocata dalla sentenza del
Tribunale di Bologna n. 582/2019, al fine di consentirle di esercitare la responsabilità genitoriale e di
regolare il diritto di visita del padre nelle forme ritenute più opportune.
Chiedeva, inoltre, di ammonire YY dal compiere condotte contrastanti con il diritto della madre
volte a partecipare all’educazione, alla cura, all’assistenza della minore W.
6.- La Corte, con ordinanza 7/5/2020, disponeva l’ascolto della minore, delegando per l’espletamento
di tale incombente la dott.ssa … (che aveva svolto le funzioni di ctu in primo grado) e disponendo
nel contempo la prosecuzione dell’intervento dei Servizi Sociali.
Confermava, inoltre, allo stato, il versamento dell’assegno per il mantenimento della figlia minore
in atto da parte della madre al padre per la somma di € 200,00, oltre il 50% delle spese straordinarie.
7.- La causa, trattenuta in decisione all’udienza del 2/10/2020, era rimessa in istruttoria, con
ordinanza 9/11/2020, per acquisire una relazione aggiornata dei Servizi Sociali.
All’udienza del 19/2/2021 era nuovamente trattenuta in decisione — previa riunione del
procedimento 1780-2/2019 — e successivamente rimessa in istruttoria in attesa del deposito di
relazione dei Servizi Sociali.
8.- Con ricorso ex art. 709 ter c.p.c. depositato il 23/3/2021 (iscritto al n. 1780-3/2019 r.g.) XX, premesso
che l’ex coniuge l’aveva esclusa da qualsiasi decisione inerente W in ambito scolastico e sanitario
omettendo ogni informazione al riguardo (riguardo, ad esempio, alla sottoposizione a tampone di
W a seguito del verificarsi di un caso di Covid in ambito scolastico e alla mail scolastica necessaria
per fare i colloqui con i professori) chiedeva che il YY fosse ammonito a non tenere condotte
contrastanti con il diritto della madre a partecipare all’educazione, alla cura e all’assistenza della
minore e la condanna dello stesso al risarcimento del danno.
YY si costituiva in detto sub-procedimento deducendo che il rifiuto di W di avere rapporti con la
madre era riconducibile alla sua (di W) volontà. Affermava di avere anzi insistito con la figlia
affinché si incontrasse con la madre, ma di non aver essere stato in grado di indurla a riallacciare i
rapporti. Quanto all’episodio del Covid deduceva che la XX era inserita in una chat della classe di
W ed era quindi venuta a conoscenza del fatto che uno dei compagni fosse risultato positivo al Covid
con conseguente quarantena cautelare; quanto alle password scolastiche affermava che era stata W
a voler escludere i genitori dall’utilizzo delle credenziali istituzionali. Chiedeva pertanto il rigetto
del ricorso.
9.- In data 26/4/2021 i Servizi Sociali depositavano la relazione di aggiornamento e all’udienza del
4/672021 la causa era trattenuta in decisione con rinuncia delle parti a termini per conclusionali e
repliche.
*****
10.- Va in primo luogo disposta la riunione a questo procedimento del sub procedimento iscritto al
n. 1780-3/2019 r.g.
11.- La let… degli atti restituisce l’immagine di una figlia dodicenne che, successivamente alla
pronuncia della sentenza di primo grado, ha ma…to un fermissimo rifiuto di avere un qualsiasi
rapporto con la madre. Sono agli atti due relazioni dei Servizi Sociali — la prima del febbraio 2021,
la seconda dell’aprile 2021 — che evidenziano il fortissimo risentimento che W nutre verso la madre
e la nonna materna, risentimento che la minore giustifica con il fatto di avere saputo dai suoi vecchi
compagni di scuola di (omissis) che la madre aveva “riferito dei particolari su di lei dandogli una
connotazione negativa”. Si legge, testualmente, in tali rapporti, che “..W afferma di provare soltanto
rabbia verso di lei, di non riuscire ad avere un confronto sereno. Si sente quasi provocata dalla madre
soprattutto quando si mette a parlare in modo negativo dei parenti del padre. W contesta la buona
intenzione della madre di parlarle perché, secondo lei, è solo un tentativo di facciata in cui vuole
dimostrare a tutti che si sta impegnando nel recuperare il rapporto con la figlia, mentre non è
realmente motivata a farlo … riferisce che la sua rabbia è anche alimentata da tutte le cose che sono
accadute in questi anni e che la madre deve impegnarsi maggiormente per recuperare il rapporto
perché ormai è troppo tardi … Di fronte alla proposta … di incontrare la madre anche solo attraverso
internet, alla presenza di un educatore, la ragazza rifiuta categoricamente anche di fronte alle
insistenze del padre … è convinta che tali incontri non abbiano nessuna utilità anche perché la
madre, di fronte ad estranei, non sarebbe mai completamente autentica … non sente minimamente
la necessità di un incontro di tal genere con la madre.”.
12.- Elementi del tutto analoghi sono emersi dall’esame di W condotto dalla dott.ssa …, che nei due
incontri con la minore ha registrato il fallimento di ogni proposta di riavvicinamento tra figlia e
madre e ha evidenziato il fermo rifiuto di W ad incontrare la madre ed a ripristinare un contatto con
lei, tanto che non ha neppure tentato di programmare un “..calendario volto a dare regolarità agli
incontri della ragazzina con la signora XX in quanto W rifiuta categoricamente questa possibilità.”.
Sotto il profilo emozionale — si legge nella relazione della dott.ssa … sull’audizione — si è potuta
riscontrare una forte rabbia ad andamento crescente, via via che si toccava l’argomento, di W nei
confronti della madre che potrebbe rivelarsi esplosiva, qualora ella senta che le vengono imposti
incontri con la stessa. Va considerato che, nella mente della giovane, la madre ha agito
comportamenti e/o detto frasi (che W ha voluto produrre avendole conservate sul cellulare) per lei
umilianti, rappresentativi di poca considerazione, pertanto agli occhi della figlia non amorevoli.
Questo di fatto la incita ad essere ancor più oppositiva verso il genitore o verso la nonna materna.
13.- Non è semplice individuare i motivi dell’atteggiamento di W.
13.1- Ciò che balza agli occhi dalla let… della c.t.u. svolta in primo grado è il repentino mutamento
registrato nell’atteggiamento di W.
Nei due primi incontri, tenuti nell’aprile 2017 in presenza l’uno del padre, l’altro della madre, (W
aveva otto anni e mezzo) si era potuto “..constatare come la bambina si approcciasse ai due genitori
con medesima confidenza e spontaneità, scherzando con ambedue senza imbarazzi tuttavia con
rispetto.”. Anche durante il primo colloquio individuale la bambina si era raccontata con serenità.
Era “..riuscita a rappresentare le differenze dei due contesti familiari rappresentandone limiti e
risorse, mostrandosi equamente partecipe. Unica significativa differenza: i sentimenti verso i partner
dei genitori. A., compagna del padre e mamma del fratellino J, è stata ritratta come particolarmente
simpatica e disponibile … R., per contro, compagno della madre, risulta figura più ambigua … di
fatto non è così sicura che sia ancora fidanzato con la madre perché frequentemente non è con loro
e sente mamma che litiga spesso con lui.
Alcuna differenza traspare invece verso i genitori ambedue vissuti come buoni e simpatici e cui
dichiara di volere molto bene.”.
13.2- Nelle successive due occasioni di dialogo, come riferito dalla ctu, il comportamento di W è
andato mutando.
Fin dalle prime battute si mostrava “..proiettata a lamentare manchevolezze materne: dal fatto che,
a suo dire, la coinvolge nelle questioni con R., al fatto che si trastulla molto col cellulare anziché stare
con lei.”. W “..lasciava sottintendere che si trattava di argomenti di cui aveva parlato con il padre,
consapevole che papà riteneva sbagliato il comportamento della mamma … e ha ragione che infatti
non è giusto che la mamma non voglia che lei stia con papà etc. …”.
Nel successivo incontro, tenuto su esplicita richiesta del padre, W ha inasprito le critiche rivolte alla
madre. L’ha esplicitamente accusata di parlare, unitamente alla nonna materna, male del papà; di
essere gelosa di A. La “..mamma è rappresentata come colei che critica sempre tutti i familiari del
padre, ingiustamente..”.
13.3- Palese, secondo la c.t.u., come con l’andare del tempo W fosse entrata sempre più in conflitto
di lealtà e stesse iniziando una pericolosa scissione tra i due genitori e, “..pur considerando ipotesi
importanti, come il fatto che la bambina (avesse) preso confidenza maggiore..” con l’interlocutrice o
avesse pensato che fosse suo (della ctu) compito “redarguire” il genitore “sbagliato”, era tuttavia
tangibile “..l’escalation del conflitto di lealtà che pare l’abbia vista dapprima concentrata a tentare di
equilibrare la relazione tra dei due genitori, mediando lei più che poteva, poi protendersi sempre
più verso uno dei due, in un’alleanza pericolosa..”.
La c.t.u. osservava, al riguardo, che entrambi i genitori si erano dimostrati “..poco in grado di celare
la propria acredine nei confronti dell’altro, attraverso svalorizzazioni più o meno dirette dell’altro;
atteggiamento questo che, dando credito a quanto emerge dai colloqui con la minore, in ambiente
paterno tende ad essere più sordo, meno esplicito, ma per certi aspetti più condizionante per la
minore, mentre in ambiente materno parrebbe espresso in modo più diretto. Ciò espone la bambina
ad un elevato coinvolgimento in questioni prettamente legate al conflitto tra i genitori e ha un
rilevante disagio, che di fatto è andato incrementandosi nel corso della CTU e manifestandosi come
allineamento, sempre più esplicito ed in parte condizionato, al nucleo paterno.”.
14.- Orbene, le vicende successive alla sentenza di primo grado, quali il rifiuto, da parte di W, al
termine del periodo estivo trascorso con il padre nell’estate del 2019, di ritornare presso la madre; la
rabbia manifestata dalla minore nei confronti della madre, accusata in ogni occasione di
inadeguatezza (si pensi al rifiuto, da parte di W, con una motivazione difficilmente comprensibile,
del regalo che la madre le aveva portato per Natale) con termini che riesce difficile ipotizzare
elaborati in assenza di suggestioni; la crescente esclusione della madre da ogni ambito della sua vita
(il rifiuto di fornirle la password della mail scolastica), sembrano essere la “na…le” conseguenza del
coinvolgimento della giovane nel conflitto genitoriale evidenziato, in modo allarmante, dalla c.t.u. e
del conseguente conflitto di lealtà che l’ha condotta a sentirsi apprezzata, protetta e valorizzata solo
nell’ambito del nucleo paterno.
15.- I genitori non si sono fino ad ora mostrati in grado di comprendere l’importanza di escludere
ogni possibile coinvolgimento di W dalla conflittualità genitoriale e di cessare dal tenere condotte
caratterizzate da aggressività, recriminazioni reciproche e competizione per captare la benevolenza
della figlia.
W, che compirà 13 anni il prossimo novembre è stata di fatto caricata della responsabilità di scegliere
autonomamente le modalità di gestione del rapporto genitoriale.
Significativi, in tal senso, lo scambio di corrispondenza tra YY e XX sulla possibilità di accesso di
quest’ultima alla password scolastica della ragazza, con il padre che giustifica la scelta della ragazza
di escludere la madre facendo leva sulla sua (della ragazza) volontà; lo scambio di mail del 4/11/2019
allorché il padre si recò a scuola perché W non si era sentita bene (YY giustifica di non avere
telefonato alla XX perché W si era opposta); lo scambio di messaggi del 18, 19 e 26/11/2020
riguardanti la mancata comunicazione, da parte del padre alla madre, del fatto che W doveva essere
sottoposta a tampone (YY riteneva sufficiente che la notizia fosse stata pubblicata sulla “chat della
scuola”). La madre, d’altro canto, non è stata in grado di cogliere il malessere indotto in W dai suoi
atteggiamenti di rigidità e competizione con il nuovo nucleo familiare dell’ex coniuge (dei quali la
minore ha lasciato traccia nei diari e ha riferito alla dott.ssa …).
16.- Nell’attuale situazione, alla luce di quanto è emerso in sede di audizione della minore e di
quanto riferito dal Servizio Sociale nelle relazioni in atti, sarebbe pregiudizievole per la minore,
nell’ottica dell’indispensabile recupero del rapporto con la madre, un mutamento della collocazione
consolidatasi nelle more del giudizio di appello: W deve pertanto rimanere collocata presso il padre.
Allo stato, non essendo emersi elementi di assoluta inadeguatezza, ma solo di seria difficoltà, dei
genitori, deve altresì essere mantenuto fermo l’affido condiviso.
Peraltro, come già osservato con l’ordinanza ex art. 709 ter c.p.c. del 30/4/2020, i genitori, nella
consapevolezza che il mancato recupero del rapporto di W con la madre può incidere molto
negativamente sul suo sviluppo ed equilibrio, devono impegnarsi in un percorso di mediazione al
fine di diminuire la conflittualità, essendo imprescindibile la ma…zione (? N. del redattore) da parte
di ciascuno di essi di uno spazio interiore positivo nei confronti dell’altro, con la conseguente
percezione da parte della figlia. Il genitore collocatario, in particolare, dovrà impegnarsi per
collaborare responsabilmente al fine di consentire all’altro genitore di essere parte della vita della
figlia.
A tal fine è indispensabile incaricare il Servizio Sociale di fornire ausilio ad entrambi i genitori, di
seguirli in un percorso di mediazione per l’individuazione delle strategie di recupero del rapporto
tra W e la madre, nonché di monitorare la situazione e riferirne al giudice tutelare con cadenza
semestrale; in tale ambito il Servizio Sociale dovrà valutare i tempi di un percorso di recupero del
rapporto madre-figlia predisponendo un calendario graduale di incontri, se ritenuto necessario
anche attraverso incontri protetti in un primo periodo fino alla piena ripresa della libera
frequentazione, prevedendo, se del caso, un percorso psico-terapeutico per la minore ed un percorso
di supporto alla genitorialità. Solo all’esito di tale percorso evolutivo, potranno essere valutate e
adottate, auspicabilmente d’accordo tra le parti, le modalità di frequentazione tra madre e figlia.
17.- Alla luce delle considerazioni svolte in precedenza e di quanto osservato circa la riconducibilità
alla volontà di W della scelta di rimanere presso il padre, possono ritenersi assorbite le questioni
poste con dalle parti con i ricorsi ex art. 709 ter c.p.c., non essendo emerse, in capo all’uno o all’altro
genitore, gravi violazioni degli obblighi o il compimento di atti volti deliberatamente a ostacolare il
corretto svolgimento delle modalità di affidamento. Quanto alla richiesta del padre di
autorizzazione a iscrivere la figlia minore presso una pediatra di (omissis) (la dott.ssa (omissis) di
(omissis)), deve prendersi atto del consenso espresso dalla madre all’udienza del 4/6/2021.
18.- Per quanto concerne i rapporti economici, avuto riguardo al mutamento della collocazione di
W, deve essere confermato l’obbligo a carico della madre, già disposto con ordinanza 30/4/2020, di
versamento dell’assegno mensile di € 200,00, oltre il 50% delle spese straordinarie documentate, a
titolo di contributo per il mantenimento della figlia.
La misura dell’assegno — versato spontaneamente dalla XX dopo il trasferimento della figlia presso
il padre — appare adeguata in considerazione del reddito dell’obbligata (la XX — che deve
rimborsare un mutuo con rata mensile di circa € 300,00 e pagare le spese condominiali — lavora
come commessa alle dipendenze della Coop Alleanza 3.0 con una retribuzione lorda di € 1.541,77,
mentre il YY è un artigiano i cui redditi imponibili — € 20.335,00 nel 2018 e reddito negativo nel 2019
— sembrano difficilmente conciliabili con il valore delle attrezzature disponibili, idonee
all’effettuazione di lavori della più svariata na…) e delle attuali esigenze della figlia.
19.- In considerazione della na… delle questioni oggetto di causa e degli aspetti di reciproca
soccombenza le spese del grado devono essere integralmente compensate tra le parti.
P.Q.M.
La Corte
dispone la riunione a questo procedimento del procedimento iscritto al n. 1780-3/2019 r.g.;
in parziale riforma della sentenza appellata:
a) fermo l’affido condiviso, dispone il collocamento della figlia W presso il padre disponendo che le
decisioni di maggiore interesse per la figlia saranno assunte dai genitori di comune accordo tenuto
conto delle capacità, dell’inclinazione na…le e delle aspirazioni della figlia;
b) autorizza l’iscrizione di W presso il pediatra di Budrio indicato in motivazione;
c) incarica il Servizio Sociale territorialmente competente di monitorare e supportare il nucleo
familiare, di seguire i genitori in un percorso di mediazione al fine di ridurre la conflittualità nonché
di seguire la minore in un percorso di recupero del rapporto con la madre predisponendo un
graduale calendario di incontri madre-figlia, se del caso attraverso incontri protetti in un primo
periodo fino alla piena ripresa della libera frequentazione, prevedendo, se ritenuto necessario, un
percorso psicoterapeutico per la minore ed un percorso di supporto alla genitorialità;
d) dispone che il Servizio Sociale, con cadenza almeno semestrale, relazioni al giudice tutelare
sull’evoluzione della situazione della minore;
e) pone a carico della madre l’obbligo di versare mensilmente al padre la somma di € 200,00, da
rivalutarsi annualmente secondo l’indice Istat, oltre al 50% delle spese straordinarie secondo le
modalità e i criteri indicati nel Protocollo del Tribunale di Bologna a titolo di contributo per il
mantenimento della figlia;
f) dichiara compensate tra le parti le spese del grado