Matrimonio celebrato all’estero e non trascritto in Italia – Proposizione di ricorso ex art. 337 bis c.c. da uno dei coniugi onde ottenere la regolamentazione completa dei rapporti genitori/figli – Inammissibilità

Tribunale di Mantova, Sez. I Civile, 14/11/2017. Pres., est.
Bernardi.
TRIBUNALE DI MANTOVA
Sezione Prima Civile
Il Tribunale diMantova, in persona dei Sigg. magistrati:
Dott. Mauro Bernardi Presidente Rel.
Dott. ssa Alessandra Venturini Giudice
Dott. Luigi Pagliuca Giudice
– letto il ricorso n. 4345/17 R.G. Vol. presentato da Z. B. nei confronti di
A. N.;
– osservato che l’istante, premettendo di avere contratto matrimonio in
Marocco nel 2008 -non trascritto in Italia- ha richiesto, ex art. 337 bis
c.c., che il Tribunale disponga l’affido a sé, in via esclusiva, dei figli nati
dal matrimonio, che il padre possa vedere i figli solo con modalità
protette ed inoltre che venga determinato l’assegno di mantenimento per
i figli da porsi a carico del padre;
– considerato che l’istante ha chiesto che il Tribunale regoli
completamente i rapporti genitori/figli ciò che però non è ammissibile
finché permanga il vincolo del matrimonio, osservandosi che a nulla
rileva la circostanza che il matrimonio delle parti non sia stato trascritto
in Italia atteso che tale formalità non ha natura costitutiva ma
meramente certificativa e scopo di pubblicità di un atto già di per sè
valido (anche per il nostro ordinamento) sulla base del principio locus
regit actum (cfr. Cass. 18-7-2013 n. 17620; Cass. 19-10-1998 n. 10351;
Cass. 28-04-1990 n. 3599; Cass. S.U. 28-10-1985 n. 5292) sicché alla
fattispecie non può trovare applicazione la disciplina di cui agli artt. 337
bis e segg. c.c. che presuppone invece la separazione, il divorzio, la nullità
o l’annullamento del matrimonio ovvero la nascita di figli fuori dal
matrimonio;
ritenuto che appare superflua l’instaurazione del contraddittorio
trattandosi di un’attività processuale del tutto ininfluente sull’esito del
giudizio (cfr. Cass. S.U. 16-7-2012 n. 12104) atteso che le considerazioni
in rito non sono superabili e che la definizione de plano è conforme al
principio della durata ragionevole del processo;
P.T.M.
dichiara inammissibile l’istanza.
Mantova, 14-11-2017.
IL PRESIDENTE
Dott. Mauro Bernardi