Se la prole minorenne vive in Inghilterra, la domanda relativa al mantenimento appartiene al giudice inglese

Tribunale di Reggio Emilia, sent. 10 dicembre 2021 – Pres. Parisoli, Giud. Rel. Dazzi
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI REGGIO EMILIA
SEZIONE PRIMA CIVILE
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I° Grado iscritta al n. r.g. 2492/2021 promossa da:
X, con il patrocinio dell’avv…., elettivamente
domiciliato presso lo studio del predetto difensore in VIA P. BORSELLINO N. 2, REGGIO EMILIA;
RICORRENTE
contro
Y, con il patrocinio dell’avv…., elettivamente domiciliata
presso lo studio del predetto difensore in VIA VITTORIO EMANUELE II N. 4, RUBIERA;
RESISTENTE
PUBBLICO MINISTERO REGGIO EMILIA
INTERVENTORE EX LEGE
Oggetto: Separazione giudiziale.
CONCLUSIONI
Il ricorrente ha così precisato le conclusioni:
“Voglia l’Ill.mo Giudice adito
in via pregiudiziale:
rigettare l’eccezione di difetto di giurisdizione italiana sollevata dalla resistente e conseguentemente,
quantomeno con riferimento alla domanda di separazione giudiziale proposta dal ricorrente e
conseguentemente
nel merito, in via principale
– dichiarare la separazione personale dei coniugi autorizzando gli stessi a vivere separati con obbligo di darsi
reciproca comunicazione di ogni eventuale variazione della residenza a mezzo lettera raccomandata a.r.;
– affidare i figli M., R. e J. in via esclusiva al padre, in subordine, affidare i tre figli congiuntamente ad entrambi
i genitori, con dimora dei figli presso il padre;
– assegnare la casa coniugale di proprietà del sig. X a quest’ultimo, con i mobili e gli arredi;
– disciplinare il diritto di visita della sig.ra Y ai figli secondo giustizia, nel preminente interesse dei figli,
tenendo conto dell’età e degli impegni di questi ultimi;
– stabilire che la sig.ra Y possa stare con i figli una settimana nel periodo delle Festività Natalizie (ogni anno
in modo alternato dal 23 al 29 oppure dal 30 al 6 gennaio) e due settimane per le vacanze estive anche non
consecutive, Natale, Pasqua e altre festività ad anni alternati;
– dire tenuta la sig.ra Y a corrispondere al sig. X a titolo di contributo mensile al mantenimento dei tre figli,
la somma complessiva di € 868,50 (corrispondente a 750 sterline), o quella diversa somma ritenuta di giustizia,
da corrispondersi entro il giorno 10 di ogni mese, da rivalutarsi annualmente secondo gli indici I.S.T.A.T.,
oltre al 50% delle spese straordinarie sostenute per i figli, da regolarsi secondo quanto previsto da protocollo
in uso presso il Tribunale di Reggio Emilia;
nel merito, in via subordinata
nella denegata ipotesi di accoglimento dell’eccezione di difetto di giurisdizione italiana rispetto alle domande
aventi ad oggetto l’affidamento e il mantenimento dei figli, dichiarare la separazione personale dei coniugi
autorizzando gli stessi a vivere separati con obbligo di darsi reciproca comunicazione di ogni eventuale
variazione della residenza a mezzo lettera raccomandata a.r.
in ogni caso con vittoria di spese di lite”.
La resistente ha così precisato le conclusioni:
“Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione:
IN VIA PREGIUDIZIALE
ACCERTARE e DICHIARARE il difetto di giurisdizione del giudice ordinario italiano a favore della
giurisdizione del giudice del Regno Unito (UK) per i motivi esposti in narrativa con particolare riferimento
all’affidamento, collocazione e mantenimento figli.
DICHIARARE la separazione giudiziale dei coniugi Y e X ;
AUTORIZZARE i coniugi a vivere separati, liberi di fissare ove crederanno le rispettive residenze, con obbligo
di darsi reciproca comunicazione di ogni eventuale variazione delle stesse a mezzo lettera raccomandata a.r.;
In ogni caso:
NEL MERITO
RIGETTARE e DICHIARARE infondate tutte le altre domande formulate dal ricorrente in quanto infondate
in fatto e diritto ed in subordine accogliere le domande di parte resistente.
Con vittoria di spese e compensi professionali (oltre al rimborso forfettario 15%, al CPA e all’IVA)”.
MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 07/06/2021, X adiva il Tribunale di Reggio Emilia per ottenere la
separazione personale dalla moglie Y , con la quale aveva contratto matrimonio concordatario in
data 11.11.2001 a Rubiera (RE), e da cui erano nati i due gemelli M. e R. (nati il 16.10.2005) ed il terzo
figlio J. (nato il 03.12.2007).
Il ricorrente deduceva di risiedere stabilmente con i tre figli a Londra, mentre la moglie, pur
lavorando presso una società londinese, lavorava “a distanza” ed era domiciliata in Italia, a Rubiera
(RE).
Il X concludeva chiedendo, oltre alla pronuncia di separazione:
– in via principale l’affidamento esclusivo o, in subordine, l’affidamento condiviso dei tre figli minori
– l’assegnazione della casa coniugale;
– una disciplina del diritto di visita della madre “secondo giustizia”, con facoltà della madre di stare
con i figli una settimana nel periodo delle festività natalizie e due settimane nelle vacanze estive;
– di porre a carico della madre l’assegno mensile di 750 sterline oltre al 50% delle spese straordinarie
quale contributo al mantenimento della prole.
Con memoria di costituzione depositata il 18/09/2021, si costituiva in giudizio la resistente Y , la
quale sollevava eccezione di difetto di giurisdizione del giudice italiano in favore della giurisdizione
del giudice del Regno Unito, richiamando la normativa comunitaria in materia (Regolamento n.
2201/2003) ed evidenziando che i minori avessero residenza abituale stabile nel Regno Unito.
All’udienza innanzi al Presidente del 28/9/2021, il ricorrente dichiarava, tra l’altro,
testualmente: “vivo a Londra e con me vivono anche i miei figli…”, e la resistente dichiarava: “la mia
residenza abituale è a Londra e vivo abitualmente lì….in genere vengo in Italia una settimana/10 giorni al
mese” .
Nella fase presidenziale, assegnati alle parti termini per il deposito di note difensive sulla questione
di giurisdizione, il Presidente, con Ordinanza del 18/10/2021, ritenuta non manifestamente infondata
l’eccezione di difetto di giurisdizione, autorizzava i coniugi a vivere separati e nominava il Giudice
istruttore, rilevando che la pronuncia sull’eccezione preliminare di difetto di giurisdizione sollevata
dalla Y, essendo suscettibile di definire il giudizio, dovesse essere adottata con sentenza, di
competenza del Collegio.
Nella seconda fase innanzi al Giudice istruttore, la causa, istruita solo documentalmente, veniva
rimessa al Collegio per la decisione all’udienza del 09/12/2021, sulle conclusioni precisate dalle parti
così come in epigrafe trascritte.
2.
Fatte queste premesse, si esamina in via preliminare la questione di giurisdizione.
La materia trova regolamentazione nel Regolamento CE 2201/2003, che si applica a prescindere dalla
cittadinanza delle parti ed indipendentemente dalle norme sulla giurisdizione previste dal diritto
nazionale. Le disposizioni del Regolamento CE n. 2201/2003 del 27.11.2003 sono infatti applicabili
anche ai cittadini di Stati terzi (cfr. Corte giustizia CE, sez. III, 29.11.2007 n. 68).
Ciò posto, va innanzitutto affermata la giurisdizione del giudice italiano in ordine alla domanda di
separazione giudiziale, a norma dell’art. 3 n. 1, lett b) del Regolamento UE n. 2201/2003, in quanto
entrambi i coniugi sono cittadini italiani.
La separazione personale fra i coniugi deve essere senz’altro pronunziata, ricorrendo tutti i
presupposti di cui all’art.151 c.c., essendo evidente l’intollerabilità della convivenza sia dal
fallimento del tentativo di conciliazione nella fase presidenziale, che dal tenore degli atti difensivi e
delle conclusioni di entrambe le parti, che riconoscono l’avvenuta irrimediabile frattura del rapporto
coniugale.
Non risulta invece sussistente la giurisdizione del giudice italiano con riguardo alle restanti
domande relative all’esercizio della responsabilità genitoriale sui figli minori, al loro affidamento ed
al loro mantenimento.
Sul punto è pertanto fondata l’eccezione preliminare sollevata dalla resistente.
Come affermato dalle Sezioni Unite della Cassazione (Sez. U, Sentenza n. 5418 del 18/03/2016; Sez.
U, Sentenza n. 17676 del 07/09/2016), il Regolamento (CE) 2201/2003, relativo alla competenza, al
riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità
genitoriale, introduce, agli artt. 3 e 8, differenti criteri generali per stabilire la giurisdizione sulle
domande di separazione personale, da un lato, e su quelle relative alla responsabilità genitoriale,
dall’altro, devolvendo in via esclusiva la giurisdizione in merito a queste ultime, pure se proposte
congiuntamente alla domanda di separazione giudiziale, al giudice del luogo in cui il minore risiede
abitualmente.
In tema di responsabilità genitoriale, quindi, al fine di stabilire la competenza giurisdizionale,
occorre dare rilievo – per principio generale – al criterio della residenza abituale del minore al
momento della domanda, intendendo come tale il luogo del concreto e continuativo svolgimento
della vita personale (art. 8 del citato Regolamento CE n. 2201/2003 del 27.11.2003).
Nel caso di specie, è pacifico che tutti e tre i figli minori delle parti abbiano la loro residenza abituale
nel Regno Unito, sicché deve affermarsi la giurisdizione del giudice del Regno Unito.
Quando, come nella specie, il minore non risiede abitualmente nello Stato membro in cui si svolge
il procedimento separatizio, il suo superiore e preminente interesse, considerato unitamente al
criterio di vicinanza di cui al “Considerando 12” del Regolamento CE 2201/2003, impone di scindere
la competenza sulla domanda di separazione da quella sulle domande relative alla responsabilità
genitoriale, nel caso concreto non accettata dal coniuge convenuto (la resistente infatti, nel sollevare
eccezione di difetto di giurisdizione, ha manifestato chiaramente la sua volontà di non accettare
la giurisdizione italiana), non operando, in definitiva, alcuna vis attractiva del giudice della
separazione (il “Considerando 12” cit. così recita: “È opportuno che le regole di competenza in materia di
responsabilità genitoriale accolte nel presente regolamento si informino all’interesse superiore del minore e in
particolare al criterio di vicinanza. Ciò significa che la competenza giurisdizionale appartiene anzitutto ai
giudici dello Stato membro in cui il minore risiede abitualmente, salvo ove si verifichi un cambiamento della
sua residenza o in caso di accordo fra i titolari della responsabilità genitoriale”).
L’orientamento della Cassazione sul punto è univoco.
Giova richiamare a tal proposito Cassazione Sez. Un. Civili, 02 Ottobre 2019, n. 24608: “In tema di
giurisdizione sulle domande inerenti la responsabilità genitoriale su figli minori non residenti abitualmente in
Italia, formulate nel giudizio di separazione o di divorzio introdotto dinanzi al giudice italiano, il criterio
determinativo cogente della residenza abituale del minore, previsto dagli artt. 8, par. 1, del Regolamento CE
n. 2201 del 2003 e 3 del Regolamento CE n. 4 del 2009, trova fondamento nel superiore e preminente interesse
di quest’ultimo a che i provvedimenti che lo riguardano siano adottati dal giudice più vicino al luogo della sua
residenza effettiva, nonché nell’esigenza di realizzare la concentrazione di tutte le azioni giudiziarie ad esso
relative; tale criterio può essere derogato, sempre che ciò sia conforme all’interesse del minore ai sensi
dell’art.12 del citato Regolamento CE n. 2201 del 2003, soltanto ove alla data in cui il giudice è stato adìto con
la domanda di separazione o al momento della formazione del contraddittorio, sia intervenuta una esplicita ed
univoca accettazione della giurisdizione da parte di entrambi i coniugi anche sulla materia della responsabilità
genitoriale, non essendo sufficiente la mera proposizione di difese o di domande riconvenzionali, la quale non
integra una piena e inequivoca accettazione della giurisdizione ma esprime unicamente la legittima
esplicazione del diritto di difesa” (in senso conforme, Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Novembre 2018, n.
30657) .
Inoltre, in base all’art. 3, lett. d), del Regolamento CE n. 4/2009, il criterio della residenza abituale del
minore si applica anche alla domanda relativa al mantenimento dei tre figli minori.
La giurisdizione sulla domanda relativa al mantenimento della prole minorenne, non ricompresa
nel campo d’applicazione del Regolamento CE n. 2201/2003 (Considerando n. 11[1]), appartiene
dunque al giudice del Regno Unito, trattandosi di domanda accessoria a quella di responsabilità
genitoriale e non a quella di separazione (Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Novembre 2017, n. 27091).
L’accoglimento dell’eccezione preliminare di difetto di giurisdizione sollevata dalla resistente
comporta, in base al principio di soccombenza, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
di lite, che si liquidano in dispositivo in base ai parametri di cui al D.M. n. 55 del 2014 come
modificato dal D.M. n. 37 del 2018.
Tenuto conto del valore indeterminabile della causa, di bassa complessità, si applica lo scaglione da
€ 26.001,00 ad € 52.000,00, e le fasi da prendere in considerazione sono quelle in concreto espletate,
ossia le fasi di studio ed introduttiva, secondo i valori medi previsti per tali due fasi (€ 1.620,00 per
la fase di studio ed € 1.147,00 per la fase introduttiva).
Pertanto, si stima equo porre a carico di X l’obbligo di rifondere in favore della resistente un
compenso professionale di Avvocato pari a complessivi € 2.767,00.
P.Q.M.
Il Tribunale di Reggio Emilia, definitivamente decidendo nella causa di cui in epigrafe, ogni diversa
eccezione, domanda ed istanza anche istruttoria disattesa:
1. Pronunzia la separazione personale fra i coniugi X e Y , unitisi in matrimonio a Rubiera in
data 11/11/2001, con atto trascritto nel Registro degli Atti di Matrimonio del Comune di
Rubiera (RE), Atto n. 25, Parte 2, Serie A, Anno 2001.
2. Ordina all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Rubiera di procedere all’annotazione
della presente sentenza.
3. Dichiara il proprio difetto di giurisdizione sulle restanti domande.
4. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore della resistente, che liquida
in € 2.767,00 per compenso, oltre IVA e CPA come per legge e rimborso delle spese forfettarie
nella misura del 15% del compenso ex art. 2 del D.M. 55/2014.
Così deciso in Reggio Emilia nella Camera di Consiglio della Sezione I Civile in data 9 dicembre
2021.