Negata l’autorizzazione al trasferimento dei figli se nuoce alla relazione col padre.

Tribunale di Verona, 30 dicembre 2019
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di VERONA
SEZIONE FAMIGLIA E INTERDIZIONI-INABILITAZIONI CIVILE
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott. Ernesto D’Amico
Presidente
dott. Virginia Manfroni Giudice rel.
dott. Marco Nappi Quintiliano Giudice
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 8198 /2016 promossa da:
CAIA (C.F. // // ), con il patrocinio dell’avv. XX , elettivamente domiciliato in presso il difensore avv.
RICORRENTE
contro
TIZIO (C.F. // // ), con il patrocinio dell’avv. YY , elettivamente domiciliato in P.tta A. De Gasperi 4
37122 Verona presso il difensore
RESISTENTE
CONCLUSIONI
PARTE RICORRENTE: come da foglio di precisazione delle conclusioni depositato in data 19.6.19;
PARTE RESISTENTE: come da foglio di precisazione delle conclusioni depositato in data 19.6.19;
PUBBLICO MINISTERO: nulla.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda di scioglimento del matrimonio è fondata e deve essere accolta.
Le parti, che hanno celebrato matrimonio civile in data 6.10.2007 a Sant’Ambrogio di Valpolicella,
matrimonio trascritto presso il Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Atti di matrimonio, parte II,
serie C, n. 18, anno 2007, risultano separati in forza di omologa della separazione consensuale del
Tribunale di Verona di data 27.7.15.
Visto il tempo decorso si è protratto lo stato di separazione legale tra gli stessi per il periodo previsto dalla
legge, essendo stato depositato il presente ricorso in data 11.8.2016 né è stata eccepita un’intervenuta
riconciliazione.
Ricorrono pertanto gli estremi previsti dall’art.3 n.2 lett. b) L.898/70 e successive modifiche per la
pronuncia dello scioglimento del matrimonio, dovendo ritenersi accertato che la comunione materiale e
spirituale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita.
Dal matrimonio sono nate le figlie Sempronietta e Tulliola nate il 27.3.2009 di cui entrambe le parti
chiedono l’affido condiviso con collocamento prevalente presso la madre.
La questione oggetto di causa ha investito invece il luogo della residenza delle minori insieme alla madre,
in considerazione del fatto che la ricorrente fin dall’inizio del procedimento ha chiesto l’autorizzazione al
trasferimento con le figlie a Varazze (SV).
Secondo le allegazioni della ricorrente tale trasferimento non sarebbe di pregiudizio per le minori ma le
riavvicinerebbe al nucleo familiare di origine della madre, cui le figlie sono molto legate (cfr. relazione
Servizi Sociali della Liguria 31.3.2017); consentirebbe inoltre alla ricorrente di giovarsi dell’aiuto dei
propri genitori nella gestione delle figlie senza ricorrere ad aiuti esterni di babysitter; le consentirebbe di
non pagare costi abitativi fissi grazie alla casa messa a disposizione a titolo di comodato gratuito dai
genitori e non sarebbe lesivo del diritto di visita del padre che dovrebbe solo configurarsi in modo da
svolgersi maggiormente nei fine settimana e durante le vacanze scolastiche.
Tali argomentazioni della ricorrente non possono trovare accoglimento, come già evidenziato
nell’ordinanza depositata in data 18.7.2017 che va in questa sede integralmente confermata.
Occorre infatti in primo luogo considerare l’età delle minori (quasi 11 anni) con il conseguente stabile
consolidamento di una rete di relazioni sociali di cui danno atto anche le insegnanti interpellate dai Servizi (cfr. relazione 14.6.17).
Inoltre ad un iniziale squilibrio nei rapporti di cura e accudimento delle figlie instauratosi subito dopo la
nascita delle stesse (con una sostanziale esclusione del padre per volontà anche della madre che di fatto
alla nascita delle figlie ha passato molto tempo presso la sua famiglia di origine in Liguria, per poi far
venire la madre a Verona per aiutarla) nel corso del procedimento si è creato un nuovo equilibrio tra i due
genitori nella ripartizione della cura concreta delle figlie.
Tale inversione di rotta è stata suggerita dagli stessi Servizi in quanto tra madre e figlie si era instaurato
un rapporto di esclusività bilaterale che poteva risultare nocivo per la crescita serena delle minori (cfr.
relazione Servizi 14.6.17).
In altri termini dall’osservazione delle relazioni familiari operata dai Servizi dal dicembre 2017 al marzo
2019, si è potuto registrare come inizialmente i rapporti genitoriali fossero improntati ad una rigida
distinzione: il padre pensa al mantenimento della famiglia, la madre (pur inserita part time nel mondo
lavorativo) alla cura in senso ampio delle figlie, compreso l’aspetto dei rapporti con gli istituti scolastici.
Tale paradigma si è rivelato ben presto disfunzionale in quanto ha da un lato isolato sempre di più la
madre che si è sentita nei fatti sola nel compito di crescere le figlie; dall’altro ha anche allontanato il padre
da aspetti piacevoli della propria funzione genitoriale.
Tale assetto è stato realizzato da entrambi, anche se i Servizi sottolineano l’apporto in tal senso arrecato
dalla ricorrente che preferiva l’aiuto della propria famiglia di origine rispetto al contributo pratico del
marito nella gestione delle figlie.
In tale contesto va letta la richiesta reiterata di trasferimento vicino alla casa dei genitori: ancora una volta
la madre preferisce che a coadiuvarla nella crescita delle figlie siano i genitori, piuttosto che il padre delle
stesse, da cui evidentemente si è sentita delusa.
Così facendo la ricorrente è come se cancellasse tutto quello che è stato per tornare alle origini, quando
lei viveva ancora in Liguria con la sua cerchia famigliare.
Ciò non è possibile, però, perché nel frattempo si è creata una sua famiglia altrove, sono arrivate due
bambine che sono cresciute fino ai 10 anni a Verona godendo della presenza del padre e della madre, con
cui hanno un rapporto spontaneo e improntato a grande affetto
Inoltre a Verona la ricorrente può contare di un lavoro sicuro e di una casa (dove sono nate e cresciute le
sue figlie) concessa a titolo gratuito dai genitori, nonché, ed è questa la cosa più importante, dell’aiuto del
padre delle sue figlie nella loro crescita e nell’affrontare le sfide che la stessa comporterà con la funzione
normativa propria del paterno, così importante soprattutto in vista del prossimo periodo adolescenziale.
Per l’insieme di tali motivi, pertanto, la domanda di trasferimento dovrà essere rigettata.
Dal collocamento prevalente delle figlie a Verona con la madre, discende l’assegnazione della casa
familiare alla ricorrente, casa che in ogni caso è di titolarità dei genitori della stessa la quale l’hanno messa
a disposizione a titolo di comodato gratuito alla figlia.
Con riferimento al diritto di visita del padre anche alla luce delle indicazioni contenute nelle relazioni in
atti va disposto un ampliamento dello stesso nel senso indicato dal resistente in modo da consolidare
l’ambiente paterno come ulteriore valido punto di riferimento affettivo e sociale per le minori.
Va pertanto disposto che le minori possano stare con il padre a fine settimana alternati dal venerdì
pomeriggio al lunedì mattina; un pomeriggio infrasettimanale con pernotto e nelle settimane in cui i fine
settimana sono di pertinenza della madre, un ulteriore pomeriggio infrasettimanale da concordare tra le
parti; in via alternata dal 24.12 al 30.12 o dal 31.12 al 6.1; per 3 giorni durante le vacanze di Pasqua; altre
festività alternate; per 15 giorni, anche non consecutivi durante le vacanze estive da concordare entro il
30.4 di ciascun anno.
Per quanto attiene alla determinazione del contributo al mantenimento per le minori, anche in
considerazione dell’aumento dei tempi di permanenza presso il padre e del complessivo maggior apporto
del padre nella vita delle figlie, appare equo determinarlo in complessivi euro 500,00 mensili oltre al 50%
delle spese straordinarie da Protocollo Famiglia del Tribunale di Verona.
Ciò anche in relazione ai redditi delle parti come documentati in atti (cfr. euro 1.089,00 mensili netti per
la ricorrente dalla CU 2019; euro 2.582,00 netti mensili per il resistente CU 2019); dell’assenza di spese
abitative fisse per la ricorrente e del peso dei costi mensili per mutui e finanziamenti per il resistente.
Con riferimento, infine, all’assegno divorzile, va confermata la misura dello stesso in euro 50,00 mensili
anche in ragione del fatto che le scelte di vita della coppia hanno nei fatti allontanato la ricorrente dal proprio mondo di origine da cui avrebbe in ogni caso ricevuto cura e
supporto nel quotidiano.
La scelta condivisa dei coniugi di spostare altrove la residenza familiare ha sicuramente danneggiato la
ricorrente, privandola di punti di riferimento sicuri e, anche in considerazione delle minori entrate della
stessa, appare equo prevedere un assegno divorzile, la cui misura come concordata dalle parti in sede di
omologa della separazione in data 8.7.15, appare ancora oggi adeguata in relazione alle condizioni
economiche attuali delle stesse.
Dalla soccombenza reciproca discende la compensazione delle spese di lite tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa o assorbita, così
dispone:
1. Dichiara lo scioglimento del matrimonio contratto tra le parti in data 6.10.2007 a Sant’Ambrogio
di Valpolicella, matrimonio trascritto presso il Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Atti di
matrimonio, parte II, serie C, n. 18, anno 2007.
2. Dispone l’affido condiviso delle minori con collocamento prevalente delle stesse presso la madre.
3. Rigetta la domanda di trasferimento della ricorrente.
4. Assegna la casa familiare alla ricorrente.
5. Dispone il diritto di visita del padre nelle modalità indicate nella parte motiva.
6. Pone a carico del resistente l’obbligo di contribuire al mantenimento delle figlie con il versamento
del contributo mensile di euro 500,00 sul conto corrente indicato dalla ricorrente entro il 28 di
ogni mese, oltre al 50% delle spese straordinarie da Protocollo Famiglia del Tribunale di Verona.
7. Pone a carico del resistente l’obbligo di versare alla ricorrente un assegno divorzile di euro 50,00
mensili, rivalutabili Istat.
8. Manda il Cancelliere a trasmettere copia autentica del dispositivo della presente sentenza,
limitatamente al capo 1, ove passato in giudicato, all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di
Sant’Ambrogio di Valpolicella, perché provveda alle annotazioni ed ulteriori incombenze di
legge.
9. Compensa le spese di lite tra le parti.
Così deciso a Verona, nella camera di consiglio del 19.12.19
Il Giudice est. Il Presidente
dott. Virginia Manfroni dott. Ernesto D’Amico